Pistacchio virale: per noi siciliani non è moda, ma identità

Il pistacchio non è più un ingrediente: negli ultimi tempi è diventato un vero e proprio acchiappa-social, capace di conquistare feed e conversazioni ancor prima del palato. Basta scorrere qualche minuto tra reel e stories per imbattersi in centinaia di creme, praline, gelati, dolci ripieni che strabordano.
Lo sappiamo, siete inondati anche voi. E vi sentiamo: “non se ne può più!”, “Basta co ‘sto pistacchio”. Ma davvero, noi siciliani, dobbiamo rinnegare il nostro “oro verde”?
Quello che sui social sembra una scoperta degli ultimi anni, per noi isolani è una storia che dura da generazioni.
Qui, ai piedi dell’Etna, cresce il pistacchio più pregiato al mondo, l’unico con quel gusto aromatico e leggermente resinoso. Noi, in Sicilia, lo sappiamo che il pistacchio deve essere un accento e non una colata. Noi, che siamo uno dei popoli più esagerati d’Italia, sappiamo dosare.
Noi siciliani sappiamo che l’oro (anche verde) può essere un accessorio che impreziosisce il resto e non un modo di vestire poco elegante.
Da sempre, in Sicilia, il pistacchio non è una moda: è un ingrediente di famiglia, presente nella pasticceria, nei dolci delle feste, nelle granite estive. Per noi di Condorelli è un ingrediente principe.
Mentre i social lo scoprono oggi, la Sicilia lo custodisce da generazioni, con ricette e lavorazioni che raccontano il territorio più di qualsiasi video virale.
Quindi non rinneghiamo il pistacchio, insegniamo agli altri come si usa.










