storia
Un secolo, o quasi, di bontà.
La storia di una famiglia siciliana che è diventata quella di tante altre famiglie nel mondo.
Dal 1933 a oggi: un racconto dolcissimo che si snoda tra ricordi e impasti. Ripercorriamolo insieme.
Francesco Condorelli apre, nella ex casa del nonno, la prima pasticceria. Ma solo dopo aver studiato dai migliori maestri pasticceri di Catania e aver fatto tanta pratica nei pomeriggi dopo la scuola.
Francesco modellava la frutta martorana fino a notte e l’indomani andava a Catania in bici per comprare il materiale. Il bar serviva liquori, dolci e caffè, ma non tutti lo prendevano (spesso chi lo faceva era considerato un vizioso!).
Francesco prende in gestione la gelateria del professor Caudullo e il ristorante Villa Fiorita di San Gregorio. Oltre ai dolci si dedica ai banchetti nuziali. Il locale di Belpasso intanto cresce, viene ristrutturato, si arricchisce di macchine avveniristiche come le Planetarie. Sono anni di viaggi, di accordi con i rappresentanti di Napoli, Roma, Salerno e di nuove sfide, come una nuova società a Paternò.
Lo stabile di Belpasso viene elevato e ai piani superiori nascono le cucine e un grande salone per le cerimonie e le serate danzanti. Partecipano illustri artisti come Peppino Di Capri, Perez Prado e Marcella Bella. Si ballava il sabato sera e a Carnevale!
Durante un invito a cena da alcuni amici, venne servito del torrone. Per spezzarlo si fece una gran fatica e il lavoro rovinò il gusto e l’aspetto del dolce. Di ritorno a casa, Francesco Condorelli vide la madre che pestava le mandorle nel mortaio per gustarle nonostante i pochi denti.
“Tutto questo finirà, mangerai un torrone morbido.
Lo faranno tutti” le promise.
Francesco Condorelli acquista un capannone da 6mila metri quadri. Un investimento enorme a cui si associa quello per le macchine. Per la prima volta, i pezzetti di torrone fin ora tagliati a mano vengono trattati dalle macchine. 7mila chili di mandorle diventano 15mila chili di torroncini!
Condorelli scopre la pubblicità. Sponsorizza un programma locale, condotto dall’amico Pippo Baudo, mettendo in palio un torroncino d’oro per il vincitore del quiz. Baudo diventa conduttore di “Domenica In” e Condorelli è uno degli sponsor insieme alla Fiat che si appresta a lanciare la Uno.
Intanto cominciano le esportazioni nel mondo, dalla fiera di New York all’Australia. Nel 1987 Leo Gullotta diventa lo storico testimonial.
Nel 1993 Francesco Condorelli pensa di vendere l’azienda, ma Giuseppe, suo figlio, lo convince del contrario. Entra in azienda e partecipa alla Industria Dolciaria Belpasso Condorelli.
L’azienda continua a crescere e Francesco Condorelli, alla soglia del 90 anni, è cittadino emerito di Belpasso e continua a ricevere onorificenze.
La fondazione senza scopo di lucro contribuisce alla crescita socio-economica del territorio, alla
formazione dei giovani, alla divulgazione della cultura nelle imprese e all’esportazione del Made in Sicily. Collabora con l’università, crea eventi e premi importanti, fa parlare di sé sui giornali.
Condorelli porta il gusto dell’arte pasticcera siciliana ovunque ed esporta in 27 paesi nel mondo. Vende sull’e-commerce, parla dai social con le tante famiglie che sono cresciute insieme all’azienda e ai suoi sapori.
Dopo tanti anni, il mondo è cambiato, ma noi abbiamo sempre preso e valorizzato il buono.